I Problemi della Pedagogia

Secondo semestre 2025
Sommario

Cristiano Corsini

L’articolo riassume le analisi presentate nel numero monografico, evidenziando i punti di accordo e disaccordo nei diversi contributi in relazione ai punti di forza e alle debolezze delle Indicazioni nazionali. Viene inoltre presa in esame l’idea di valutazione che emerge dalle Indicazioni, mostrando come essa possa risolversi in pratiche burocratiche e selettive. Confrontando la versione definitiva con quella provvisoria e discutendo il processo di consultazione, l’articolo evidenzia infine incongruenze e opportunità mancate.

The article summarises the main analyses presented in the monographic issue, highlighting the points of agreement and disagreement among contributors regarding the strengths and weaknesses of the National Guidelines. The paper also critically examines the concept of assessment in the 2025 Guidelines, showing how it can lead to bureaucratic and selective practices. By comparing the final and provisional versions and discussing the consultation process, the article highlights inconsistencies and missed opportunities.

Massimo Baldacci

L’articolo analizza criticamente le Nuove Indicazioni curricolari per il primo ciclo, interpretandole come un mutamento della politica culturale e pedagogica della scuola. Sul piano culturale, esse promuovono un’impostazione nazionalista ed eurocentrica che abbandona la prospettiva interculturale. Sul piano pedagogico, emerge una concezione naturalistica dei “talenti” che tende a legittimare le diseguaglianze scolastiche, indebolendo il ruolo democratico della scuola.

The paper offers a critical analysis of the New Curriculum Guidelines for the first cycle of education, interpreting them as a shift in the cultural and pedagogical policy of the school system. On a cultural level, the Guidelines promote a nationalist and Eurocentric framework that abandons an intercultural perspective. On a pedagogical level, they advance a naturalistic conception of “talent” that tends to legitimize educational inequalities, thereby weakening the democratic role of schooling.

Antonio Brusa

Questo articolo analizza le nuove Indicazioni nazionali per l'insegnamento della storia in Italia, pubblicate nel 2025, nel loro contesto di intenso dibattito pubblico e accademico. Il testo, scritto dalla sottocommissione diretta da Ernesto Galli della Loggia, ha suscitato critiche riguardo al suo etnocentrismo e al ritorno a metodi didattici tradizionali. Si esplora come il dibattito sulla storia rifletta un più ampio contesto che è politico e non solo pedagogico. Attraverso un'analisi delle versioni delle Indicazioni e dei commenti di storici e pedagogisti, si mettono in luce le tensioni tra una visione eurocentrica, la situazione mondiale odierna e le innovazioni storiografiche, evidenziando le problematiche epistemologiche e didattiche che queste riforme comportano.

This article analyzes the new national guidelines for teaching history in Italy, published in 2025, within their context of intense public and academic debate. The text, written by the subcommittee led by Ernesto Galli della Loggia, has sparked criticism regarding its ethnocentrism and the return to traditional teaching methods. It explores how the debate on history reflects a broader context that is political and not only pedagogical. Through an analysis of the versions of the guidelines and the comments from historians and educators, the tensions between an Eurocentric view, the current global situation, and historiographical innovations are highlighted, emphasizing the epistemological and didactic issues that these reforms entail.

Hervé A. Cavallera

Il saggio, dopo l’analisi delle Indicazioni nazionali sulla scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2007 e del 2012, si sofferma su quelle del 2025 rilevando gli aspetti caratterizzanti. Essi esprimono, in un contesto storico ove prevalgono la globalizzazione e la comunicazione digitale, la volontà di una scuola che, pur nella massima attenzione all’inclusione e all’innovazione, conservi la propria tradizione plurisecolare, sì che essa possa garantire una armonica crescita in un senso condiviso di cittadinanza.

After analyzing the 2007 and 2012 National Guidelines for kindergarten and primary school, this essay focuses on the 2025 Guidelines, highlighting their defining aspects. In a historical context dominated by globalization and digital communication, these guidelines express the desire for a school that, while paying the utmost attention to inclusion and innovation, preserves its centuries-old tradition, ensuring harmonious growth in a shared sense of citizenship.

Giuseppe Carci, Alessia Gargano

Recenti ricerche in ambito educativo evidenziano l’importanza di integrare tecnologie basate sull’intelligenza artificiale (IA) nella didattica innovativa, sollevando interrogativi sulla loro efficacia e accessibilità per gli studenti. La presente ricerca, a partire da un’analisi della letteratura nazionale e internazionale sulla didattica innovativa, si concentra sulla necessità di disporre, nel contesto italiano, di uno strumento valido e attendibile per indagare la percezione degli studenti nei confronti di ChatGPT e il suo ruolo nel migliorare l’apprendimento. A tal fine, è stato tradotto e adattato lo strumento Student’s Perception of ChatGPT, che si articola in sette dimensioni principali. La versione italiana (QCPSC-GPT) è stata ampliata con un’ulteriore dimensione dedicata all’impatto percepito sui processi di apprendimento. L’analisi dei dati raccolti consentirà di validare lo strumento e offrirà una valutazione del potenziale impatto dell’IA nell’ottimizzazione dei processi di apprendimento, delle modalità di utilizzo da parte degli studenti, nonché delle barriere e delle opportunità per una sua efficace implementazione nel sistema educativo italiano.

Recent educational research highlights the importance of integrating artificial intelligence (AI)-based technologies in innovative didactics, raising questions about their effectiveness and accessibility for students. This research, starting from an analysis of the national and international literature on innovative didactics, focuses on the need to have, in the Italian context, a valid and reliable tool to investigate students’ perceptions of ChatGPT and its role in enhancing learning. To this end, the Student’s Perception of ChatGPT tool was translated and adapted, which consists of seven main dimensions. The Italian version (QCPSC-GPT) was extended with an additional dimension dedicated to the perceived impact on learning processes. The analysis of the data collected will make it possible to validate the tool and offer an assessment of the potential impact of AI in the optimisation of learning processes, the way it is used by students, as well as the barriers and opportunities for its effective implementation in the Italian educational system.

Ester Corsi

L’articolo analizza le Nuove Indicazioni Nazionali per la Scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione, percorrendo la difficile consultazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito con le parti sociali e le relative interlocuzioni avvenute con il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ed il Consiglio di Stato. Si evidenziano, nel nuovo testo, le sostanziali modifiche del paradigma pedagogico rispetto al precedente delle Indicazioni 2012, approfondendo le ambiguità linguistiche e normative e i rischi per l’autonomia scolastica, con inevitabili impatti su democrazia, equità ed inclusione.

The article examines the New National Guidelines for early childhood, primary and lower education, tracing the Italian Ministry of Education and Merit’s fraught consultation with social partners and the exchanges with the Higher Council for Public Education and the Council of State. It highlights the substantial changes in the new text to the pedagogical paradigm compared with the 2012 Guidelines, exploring linguistic and regulatory ambiguities and the risks to school autonomy, with inevitable implications for democracy, equity, and inclusion.

Flavia Di Donato, Francesco C. Ugolini

L’articolo analizza la professionalità docente attraverso la dicotomia tra polarità distale e prossimale introdotta da Pellerey, reinterpretandola come chiave per comprendere l’equilibrio che ogni insegnante deve saper costruire tra fedeltà epistemologica ai saperi disciplinari e attenzione ai contesti, alle esperienze e ai bisogni degli studenti. La formazione iniziale degli insegnanti viene così intesa come processo riflessivo e situato, in cui competenze, identità e decisioni professionali si sviluppano nella costante mediazione tra universalità dei saperi e valorizzazione delle specificità individuali. In questa prospettiva si inserisce il Metodo Integrato, dispositivo pedagogico che articola la formazione in tre movimenti – autobiografico, situato e generativo – favorendo l’elaborazione critica delle esperienze di tirocinio e la costruzione di apprendimenti trasferibili. Particolare attenzione è dedicata al ruolo del Tutor Coordinatore, chiamato a sostenere i tirocinanti nel posizionamento consapevole lungo l’asse distale-prossimale. L’articolo propone dunque una cornice teorico-operativa che integra contributi classici e recenti per delineare un modello professionalizzante coerente con gli orientamenti del DPCM 4 agosto 2023.

The article examines teacher professionalism through the dichotomy between distal and proximal polarities introduced by Pellerey, reinterpreting it as a key framework for understanding the balance that every teacher must develop between epistemological fidelity to disciplinary knowledge and attention to students’ contexts, experiences, and needs. Initial teacher education is thus understood as a reflective and situated process in which competencies, professional identity, and decision-making evolve through the ongoing mediation between the universality of knowledge and the recognition of individual specificities. Within this perspective, the Integrated Method is presented as a pedagogical device structured into three movements— autobiographical, situated, and generative—supporting the critical elaboration of practicum experiences and the construction of transferable learning. Particular attention is devoted to the role of the Coordinating Tutor, who is responsible for guiding student teachers in positioning themselves consciously along the distal–proximal axis. The article therefore proposes a theoretical–operational framework that integrates both classical and recent contributions to outline a professionalising model consistent with the guidelines of the Italian Prime Minister’s Decree of 4 August 2023.

Pietro Di Martino

L’articolo propone un’analisi critica dei contenuti delle Nuove Indicazioni Nazionali sulla matematica, dal punto di vista di un didattico della matematica. Tale analisi critica parte dal necessario quadro d’insieme che definisce la cornice generale nella quale la parte di matematica si colloca, discutendo anche la genesi del documento, e il confronto tra documento finale e bozza licenziata per la discussione pubblica.

The article develops a critical analysis of the content of the New National Guidelines on mathematics, from the perspective of a mathematics educator. This critical analysis starts from the necessary overall framework that defines the general context in which the mathematics section is situated, also discussing the genesis of the document and the comparison between the final document and the draft released for public consultation.

Elena Malaguti

Negli ultimi cinquant’anni, l’educazione inclusiva e le politiche di inclusione sociale in Italia hanno rappresentato uno dei risultati sociali, culturali e politici più significativi in Europa. Ripercorrendo alcuni presupposti della Pedagogia Speciale e della Didattica Speciale, alla luce delle attuali acquisizioni della ricerca scientifica, il contributo discute alcuni aspetti salienti che emergono dalle Nuove Indicazioni Nazionali 2025 per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione che andranno a sostituire, dall’anno scolastico 2026/2027, quelle adottate nel novembre 2012.

Over the past fifty years, inclusive education and social inclusion policies in Italy have constituted one of the most significant social, cultural, and political achievements in Europe. Revisiting some assumptions of Special Pedagogy and Special Didactics, in light of current scientific research findings, the contribution discusses some key aspects emerging from the New National Guidelines 2025 for the curriculum of preschool and the first cycle of education, which will replace, from the 2026/2027 school year, those adopted in November 2012.

Alessandro Sanzo

Nella tripartizione del percorso intellettuale del filosofo, politico e pedagogista Antonio Labriola, gli anni Ottanta dell’Ottocento rappresentano uno snodo centrale. Nel suddetto decennio, infatti, si compie la sua ‘transizione’ dal liberalismo moderato della Destra storica al socialismo, per il tramite dell’adesione alle posizioni democratico-radicali. Nel presente saggio, a partire dalle vicende biografiche di Labriola negli anni Ottanta e dall’analisi della sua produzione scientifica, si focalizzerà l’attenzione sul processo di trasformazione riguardante il modo in cui Labriola concepisce la ‘questione scolastica’ in tale arco temporale e le connesse forme di intervento per la sua risoluzione. Un processo di trasformazione nel quale assume una significativa rilevanza l’esperienza labrioliana della direzione del Museo d’Istruzione e di Educazione, nel misura in cui, anche grazie al suddetto Museo, Labriola matura la convinzione che la scuola popolare dell’avvenire, in una chiara prospettiva sociale di tipo democratico-emancipativa, non può che essere una ‘conquista’ dal basso.

In the intellectual journey of the philosopher, politician, and educator Antonio Labriola, the 1880s represent a pivotal turning point. It was during this decade that he made his “transition” from the moderate liberalism of the Historical Right to socialism, through his adherence to radical democratic positions. This essay examines the transformation of Labriola’s conception of the ‘school question’ during the 1880s, drawing on his biographical trajectory in that decade and an analysis of his scholarly output, as well as the related forms of intervention proposed for its resolution. His process of transformation sees Labriola’s experience as director of the Museum of Instruction and Education taking on significant relevance, insofar as, through this very Museum, Labriola came to the conviction that the popular school of the future, within a clearly social, democratic-emancipatory framework, could only be a “conquest” originating from the bottom up.

Hanno collaborato a questo numero de «I Problemi della Pedagogia»:
A. BALDACCI, I. BARBIERI WURTZ, A. BRUSA, G. CARCI, H. A. CAVALLERA, E. CORSI, C. CORSINI, F. DI DONATO, P. DI MARTINO, A. GARGANO, E. MALAGUTI, A. SANZO, F. C. UGOLINI